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DIAMO I NUMERI

Salute mentale e giovani: una sfida urgente.

La Giornata Mondiale della Salute Mentale, celebrata ogni anno il 10 ottobre, rappresenta un momento cruciale per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi legati al benessere mentale. La salute mentale riguarda tutti noi, e promuovere una cultura della cura è fondamentale per prevenire e gestire i disagi psicologici. Nel 2024, questa ricorrenza è più significativa che mai, visto che i dati più recenti evidenziano una crescita allarmante dei disturbi mentali in Italia e in tutto il mondo.

Salute mentale in Italia nel 2024: una panoramica significativa
Nel nostro Paese, secondo il Mind Health report circa il 28% della popolazione ha riportato di aver sofferto di un qualche tipo di disturbo mentale negli ultimi 12 mesi. Questo dato è cresciuto di ben 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente, e tra i disturbi più comuni si trovano ansia (14%) e depressione (12%)​. I giovani e le donne sono particolarmente vulnerabili, con un impatto significativo sulla loro qualità di vita e sulle loro prospettive lavorative. Secondo il Headway Mental Health Index 2.0 del 2023, l’Italia si colloca sopra la media europea per prevalenza di disturbi mentali. Oltre un italiano su cinque soffre di almeno un disturbo, e solo una persona su tre riceve il trattamento sanitario adeguato​. Quello che è certo è che i problemi legati al benessere mentale vengono presi con scarsa considerazione e c’è un crescente ricorso all’autodiagnosi e alla autogestione.

Il disagio giovanile: i numeri di una crisi silenziosa.
Secondo l’ultimo rapporto UNICEF “La Condizione dell’infanzia nel mondo – Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani” a livello globale 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato; tra questi 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni sono ragazze. L’ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati.
In Europa gli adolescenti con problemi di salute mentale (su tutte, depressione ansia e disturbi comportamentali) sono ben 9 milioni. In Italia, secondo l’ultima indagine di Telefono Azzurro un ragazzo su 5 si sente in ansia, e per uno su 3 chiedere aiuto ad un esperto è motivo di vergogna.
Secondo il sondaggio “Scuola e benessere: oltre l’ipercompetizione e l’omologazione”, patrocinato dal Comune di Milano dedicato alle scuole secondarie di secondo grado e all’ultimo anno delle secondarie di primo grado, sempre più giovani soffrono un disagio per il contesto in cui vivono. Il 75% degli studenti ha “sempre” o “spesso” episodi di stress causati dalla scuola, il 44% di loro si sente inadeguato e insicuro a causa dell’ipercompetizione a scuola che rende più difficile imparare al 17% dei partecipanti. Da non trascurare, i disturbi alimentari (Dca) che negli ultimi tre anni sono raddoppiati. Un fenomeno che in Italia coinvolge oltre 3 milioni di persone di cui il 59% dei casi ha tra i 13 e 25 anni e sono per lo più ragazze. E non va molto meglio per i giovani adulti: secondo l’Istat il 33% degli studenti che frequentano l’Università soffre di ansia e il 27% di depressione. Numeri che hanno una interconnessione importante con i dati sui tassi di abbandono degli studi proprio nella fascia di età che va tra i 18 e i 24 anni. Secondo il Ministero dell’Università e della Ricerca il 7,3% dei nuovi iscritti smette di studiare dopo il primo anno di corso.

Dati allarmanti che avevamo già intercettato da tempo. Il Centro Agnesi è nato proprio con l’intento di accogliere la sfida di supportare e accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita a costruzione identitaria. Per questo offriamo percorsi dedicati ad adolescenti e giovani adulti (dai 14 ai 30 anni) in difficoltà, per problemi legati alla scuola, alla sessualità, ai conflitti in famiglia o problemi evolutivi in generale. In più, portiamo avanti progetti nelle scuole per sensibilizzare studenti e insegnanti delle superiori sul tema della salute mentale. Ovviamente non ci fermiamo ai giovani, ma forniamo servizi di supporto psicologico e psichiatrico anche per adulti e famiglie, il tutto a un prezzo calmierato.
La sfida, però, richiede un impegno collettivo: istituzioni, scuole, famiglie e comunità devono lavorare insieme per promuovere una cultura della salute mentale che sia inclusiva e senza stigma. Noi ci siamo.