AUTO ANALISI

L’uovo di Pasqua e la sorpresa di sé.

Da quanti anni è che non aspetti con quella curiosità l’uovo di Pasqua? Quella sensazione strana di attesa perché non sai cosa c’è dentro, e non puoi saperlo finché non lo apri…

L’identità funziona più o meno così: non è già pronta e confezionata, si scopre col tempo, a volte si rompe, poi si ricompone. E spesso è proprio una sorpresa perché ha una forma che non avevamo previsto ma che, a guardarla bene, è più nostra di quella che stavamo cercando di mantenere. A volte capita che per capire chi siamo non guardiamo dentro di noi (il posto più semplice in cui trovarci!) ma guardiamo di lato…

Guardiamo chi sembra più avanti, chi ha già la casa, il lavoro stabile, la relazione solida, i figli, la carriera, il corpo giusto. E mentre guardiamo, iniziamo a fare i conti che ovviamente non tornano mai, perché il metro di misura cambia continuamente, c’è sempre qualcuno che ha qualcosa in più, o che sembra arrivarci prima.

Leon Festinger, psicologo sociale americano, lo chiamò confronto sociale: la tendenza automatica a valutarci attraverso gli altri. Non è una colpa, è umano. Ma diventa un problema quando smette di orientarci e inizia a schiacciarci. Quando la domanda non è più “cosa voglio?” ma solo “quanto sono indietro rispetto agli altri?”

Carl Rogers, uno dei padri della psicologia umanistica, scrisse a questo proposito: “Esiste un curioso paradosso: quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare.” Non quando mi miglioro. Non quando raggiungo il livello degli altri. Quando mi accetto. È una di quelle frasi che magari si leggono in fretta e si impiegano anni a capire sul serio.

Crescere non significa diventare la versione migliore di qualcun altro, ma diventare una versione più autentica di sé. Ed è un processo lento, non lineare, spesso invisibile dall’esterno. Come un seme sotto terra, per rimanere nella nostra metafora vivaistica, non si vede niente, eppure qualcosa sta succedendo.

La Pasqua tra l’altro, celebra proprio questo: una trasformazione. Qualcosa che muore e rinasce in una forma nuova. Non più bella di quella degli altri, semplicemente più vera.

Il tuo seme di aprile

Inizia un nuovo mese e per inaugurarlo insieme, ti proponiamo un gesto piccolo piccolo: prendi un foglio e scrivi tre cose che hai fatto, detto o scelto di recente di cui vai fiera/o, non perché qualcuno le abbia notate, ma perché le senti proprio tue.

Può essere aver detto no a qualcosa che non volevi fare. Aver chiesto aiuto. Aver iniziato qualcosa di piccolo che era solo tuo. Aver detto un no che avevi sulla punta della lingua da chissà quanto. Aver ripreso a cantare, scrivere, disegnare. Qualsiasi cosa: questo è il tuo raccolto, anche se nessuno lo vede.

E se senti che è arrivato il momento di aprire quell’uovo e vedere cosa c’è dentro con qualcuno accanto, i professionisti del Centro Agnesi sono qui — in presenza o online, con un percorso costruito su misura per te. 🌱

Buona rinascita!