Quando un adolescente inizia un percorso di terapia, sia esso individuale o familiare, è fondamentale che il professionista crei un ambiente sicuro, di fiducia e senza giudizio. La prima fase del trattamento prevede una valutazione iniziale, in cui lo psicologo o psicoterapeuta ascolta il giovane per comprendere la sua situazione, i suoi pensieri, emozioni e comportamenti. In questa fase, si lavora anche per costruire una relazione di fiducia, essenziale per il successo del trattamento.
Gli psicologi e psicoterapeuti sono tenuti a rispettare il diritto alla privacy e alla riservatezza, ma devono anche informare l’adolescente che, nel caso in cui emergano rischi per la sua sicurezza o per quella degli altri, sarà necessario intervenire, anche coinvolgendo la famiglia o altri professionisti. Questo approccio bilancia l’autonomia del giovane con la responsabilità di garantire la sua sicurezza e il suo benessere.
In terapia, l’obiettivo non è solo quello di affrontare il sintomo (come l’ansia, la depressione o il comportamento autolesionista), ma anche di aiutare il giovane a comprendere meglio se stesso, le sue emozioni e i suoi comportamenti. La terapia può includere tecniche di gestione dello stress, esercizi di consapevolezza, riflessioni sulla propria identità e l’esplorazione dei propri legami familiari e sociali.
Nel caso di adolescenti minorenni, lo psicologo o psicoterapeuta ha anche il compito di coinvolgere i genitori o tutori legali, considerati a tutti gli effetti co-terapeuti. Il contenuto di quanto condiviso con i genitori viene sempre prima concordato con il minore rispettando la giusta riservatezza ma ponendo l’accento anche su quanto sia giusto condividere le proprie difficoltà con i familiari in modo da esser sostenuto durante la quotidianità. Le sedute con il minore sono sempre integrate da colloqui con i genitori, per aiutarli a comprendere meglio le difficoltà del giovane e a sostenere il suo percorso terapeutico.
E’ fondamentale la costruzione di una buona alleanza anche con i genitori, spesso un buon lavoro con essi porta a sviluppi positivi che ricado sul benessere del ragazzo accelerando molto il percorso.
Lo psicoterapeuta si impegna a lavorare con il giovane in modo empatico, rispettando i suoi tempi e le sue necessità. L’approccio può variare a seconda della tipologia di sintomi o difficoltà che l’adolescente sta affrontando. La terapia per adolescenti è un percorso che richiede impegno e pazienza, ma con il giusto supporto, può portare a cambiamenti significativi nel benessere psicologico del giovane, migliorando la sua qualità di vita e il suo rapporto con sé stesso e con gli altri.
Se guardiamo le statistiche, negli ultimi anni, la salute mentale degli adolescenti italiani ha ricevuto crescente attenzione. Secondo un’indagine del Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) del 2024, il 75% dei giovani italiani tra i 15 e i 35 anni ha sentito la necessità di un supporto psicologico negli ultimi cinque anni, ma solo il 27,9% ha ricevuto l’aiuto necessario. Sebbene questi dati si riferiscano a una fascia d’età più ampia, evidenziano una tendenza significativa anche tra gli adolescenti.
La fascia d’età 15-19 anni ha mostrato una percentuale del 64,1% di giovani che hanno avvertito la necessità di supporto psicologico. Tuttavia, non sono disponibili dati specifici sul numero esatto di adolescenti in Italia che hanno effettivamente usufruito di cure psicologiche.
Dati interessanti su cui ragionare: lo facciamo insieme?

