Tre libri consigliati dagli psicologi del Centro Agnesi per ritrovarsi, commuoversi, riflettere.
C’è un momento, tra la sabbia che scotta e il suono delle cicale, in cui la mente si rilassa e si apre. L’estate è anche questo: una piccola finestra per ascoltarsi, capire cosa ci manca, farci ispirare. E se le vacanze servono a staccare, i libri possono aiutarci a riattaccare… a noi stessi.
Noi del Centro Agnesi abbiamo scelto tre titoli che parlano di relazioni, identità e trasformazione. Tre storie diverse, per età diverse, ma con un filo comune: la capacità di toccare il cuore e stimolare la mente.
Il talento della rondine – Matteo Bussola
Per chi? Per tutti, ma soprattutto per chi sta cercando uno sguardo più gentile sul mondo (e su se stesso). Un libro fatto di piccole riflessioni luminose che parlano di famiglia, lutto, amore, fragilità, padri e figli. Bussola riesce sempre a dare voce all’indicibile con delicatezza e ironia. Una lettura che accarezza e fa riflettere.
Quel posto che chiami casa – Enrico Galiano
Per chi? Adolescenti in cerca di direzione e genitori desiderosi di capire.
Galiano ci accompagna in una storia di crescita, sradicamenti e nuovi inizi. È un libro che parla di identità e di appartenenza, con lo stile coinvolgente e profondo che da sempre lo distingue. Perfetto per affrontare i temi del dialogo e delle emozioni in famiglia.
Mie magnifiche maestre – Fabio Genovesi
Per chi? Per chi si affaccia ai 50, e magari ha voglia di voltarsi indietro con un sorriso (e qualche lacrima).
Genovesi racconta i suoi anni di scuola e le figure che lo hanno formato. È un libro che fa bene a chi sente di essere in una fase di transizione, e cerca nuove chiavi per rileggere il proprio passato.
La lettura come cura
La lettura non è terapia, ma può essere terapeutica. Un libro può farci sentire meno soli, può darci parole nuove per raccontarci, o può semplicemente farci piangere in silenzio, al tramonto. E anche quella, a volte, è una forma di guarigione.
📍Il consiglio degli psicologi del Centro Agnesi
Portati un buon libro in valigia. Uno di quelli che ti chiama, che non leggi per dovere ma per desiderio.
E se senti che hai bisogno di uno spazio più profondo, uno spazio di ascolto, ci saremo anche dopo le vacanze. Ti aspettiamo a settembre.

